da Popoff Quotidiano | Non sarà l’attesa della Raggi, essa stessa la Raggi?

«Internet, priva della critica delle fonti, è la grande pattumiera planetaria e paratattica, in cui giovani e giovanissimi, adolescenti, ma anche giovani adulti, vanno quotidianamente affondando»

F. Ferrarotti, Un popolo di frenetici informatissimi idioti, 2012, Solfanelli, Roma.

Dissento in parte da uno dei miei maestri. Internet è pattumiera soltanto per chi non è stato mai educato a cercare la fonte di una informazione ma crede nella “forza della massa” e nella “condivisione”. Una bufala condivisa da dieci utenti, diventa verità. Inoltre, non sono solo giovani o giovani adulti a diventare ogni giorno di più “informatissimi idioti”. Conosco persone decisamente adulte se non in pensione, pronte a condividere sui loro profili social qualsiasi “notizia” senza minimamente verificare la fonte.

 

Eppure, ad un occhio mediocremente attento, si individuano subito i siti farlocchi. Ne gira uno, raccapricciante con notizie quasi esclusivamente anti islam e razzista, che si dice “on line dal 1997”.

Nel 1997 nasce Google. Nemmeno “La Repubblica” era on line. Figurarsi un micro portale zeppo di notizie evidentemente false, dagli Ufo a fantastici ritrovati farmaceutici che “loro” non ci vogliono far conoscere. Eppure la gente condivide. La gente. Come i gruppi “noi siamo la gente”. Qualunquismo pericoloso allo stato puro. Quello dove si annidano i partiti degli “anti-vaccini che provocano l’autismo”. Dell’aloe vera spremuta con i limoni come cura anti cancro. Ecco, i grillini dicono che i partiti tradizionali hanno paura di loro e del loro “nuovo modo di fare politica”. I grillini laddove hanno governato delle città (Livorno, Parma) non hanno amministrato. La loro è solo una modalità contemporanea, just in time, molto paracula e al passo coi tempi, di catturare il consenso. Dove? Dove è più semplice, dove si annidano i “leoni da tastiera” sempre pronti a trollare la bacheca dell’avversario, sorry “bakeka” nella grammatica neo-grillina. Ovvero nella rete.

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Scrive Linkiesta: «Bollati e Boringhieri ha portato in libreria Le menzogne del web. Internet e il lato sbagliato dell’informazione, di Charles Seife. Scrive Seife: Un tempo ci volevano tutte le risorse di uno Stato totalitario per costruire una realtà alternativa da propinare alla popolazione. Oggi un singolo individuo, può farlo da sé. La rivoluzione digitale ha cambiato radicalmente non solo il modo in cui raccogliamo informazioni sul mondo, ma anche il modo in cui possiamo manomettere le informazioni che altri stanno raccogliendo».

Da veri leoni da tastiera quali sono i loro rappresentanti, sono poi pecore nella realtà: si fanno vedere decisamente poco nella famosa piazza che tanto evocano. Sanno bene che meno si fanno vedere e si sottopongono all’interazione faccia a faccia, e meno sarebbe efficace un VERGOGNNNNNAAAAA1!1!1 per cavarsela. Ecco, il mio è solo un auspicio perché da romana ne pagherò le conseguenze se questi personaggi dovessero vincere alle elezioni amministrative del 5 giugno 2016: le conseguenze di una città senza amministrazione, nell’attesa che i tre del direttorio telecomandino da Milano la donna che si è immolata “medium” tra il cda della Casaleggio e associati e Di Battista, che avrebbe dovuto essere il vero candidato. Ma vuoi mettere quanto è più democratico candidare una donna? Una donna poi con un capo sessista che fa battute truci sulle donne, come quelle contro la Boldrini, ma poco importa…

L’auspicio è che l’attesa della Raggi sia essa stessa la Raggi. Attesa sui media, sui sondaggi di Sky post-unico dibattito a cui si è prestata, attesa su facebook dove esagitati sostenitori gridano alle forche e all’Honestà contro le lobby delle kaste, non accorgendosi che stanno votando per un cda e un direttorio di tre persone che invierà una mail anonima firmata “lo staff” se qualcuno non gli andrà più a genio. Che si tratti quindi di un picco di follia collettiva da condivisione, esattamente come accade per le bufale - ricordate Ebola arrivata in Italia per un presunto contagiato a Lampedusa dai barconi dei disperati? Ma gli esempi sono decine ogni giorno.

E che tutto questo serva anche ai partiti tradizionali perché ritornino ad aprire le sezioni e a stare nelle piazze, nei centri anziani, nelle scuole, nei comitati di quartiere. Perché se non si riparte da qui, saremo destinati a farci governare da un flusso di like e da una flotta di frenetici, informatissimi idioti. 

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Ultima modifica ilVenerdì, 03 Giugno 2016 15:12
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